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Dipinti per la sede AVIS

Dipinti per la sede AVIS

"Ogni goccia di sangue un atto d'amore" questa è la frase scritta sul dipinto che sovrasta la scala della sede Avis, scala che sino a poco tempo fa portava alla sala prelievi.

Dipinto donato all'Avis dal pittore sorbolese Gaetano Sechi poco dopo l’inaugurazione della sede.

In tutti questi anni si è creato un legame tra la sede ed il dipinto ed è per questo che con l'avvento della nuova ala si è voluto continuare questo "matrimonio" tra arte e sede Avis.

Oggi i donatori vengono accolti da un nuovo dipinto, collocato sopra la reception. Vengono accolti dagli occhi di una bambina che con la sua drammatica storia ha dato origine alla sezione Avis di Sorbolo.

Negli anni cinquanta del novecento a Sorbolo, come nel resto d’Italia, vi erano poche fabbriche e pochi donatori. Quest'ultimi erano quasi tutti dipendenti della Sovrana, la nota fabbrica di cucine.

In quegli anni il paese viene scosso da una tragica notizia, una bambina di soli 6 anni stava lottando contro una grave forma di leucemia ed aveva assoluto bisogno di sangue. Allora le donazioni avvenivano braccio a braccio, cioè dirette tra il donatore ed il malato.

I pochi donatori della Sovrana si mobilitarono e, solo come i piccoli gesti d'amore puro sanno fare, l'esempio fece aumentare sempre di più coloro che erano disposti a donare il sangue.

I tantissimi gesti d'amore non portarono alla guarigione della bambina.

Fu un durissimo colpo per i donatori, ma la loro fede nel gesto d'altruismo del dono del sangue fu da esempio per la popolazione. I donatori aumentarono giorno dopo giorno cosi che il 31 marzo 1962 si concretizzò il sogno di fondare la sezione Avis di Sorbolo, le cui colonne portanti furono il parroco Don Felice Cavalli ed il medico Dottor Mimmi Fochi.

Ascoltando questa storia la pittrice sorbolese Bagatti Nicoletta ha voluto rappresentare nel dipinto, donato alla sezione, i protagonisti in un modo semplice e diretto.

Dipinti per la sede

Si trova lo sfondo blu, colore sociale dell’Avis, ma anche colore vivo, colore del cielo e del mare e rassicurante.

La bambina, protagonista principale sia della storia ma anche del dipinto, è di colore blu per dimostrare che i donatori non hanno razza e che lo scopo dei donatori è quello di fare del bene senza porsi ideologie.

Il cuore sulla maglietta simbolo iconico d'amore.

I pois rossi che danzano sullo sfondo al cui interno sono disegnati i simboli che rappresentano le colonne dell'Avis Sorbolo e furono protagonisti della storia.

I simboli disegnati sono la cucina prodotta dalla Sovrana, le chiavi inglesi a rappresentare i dipendenti della Sovrana, la chiesa a rappresentare il paese, la borsa ed il fonendo per il Dottor Fochi, la berretta ed il rosario per rappresentare Don Cavalli.

Quello che la pittrice ha voluto trasmettere, oltre la storia che ha fatto sorgere la "CASA DEI DONATORI", è che chi dona il sangue non solo fa del bene ma che l'intera comunità riconosce il valore del suo gesto e lo ringrazia con un sorriso sincero (quello della bambina).

L'augurio è che il dipinto accolga oggi e in futuro non solo i donatori ma anche tutti coloro che, non potendo donare il sangue, vogliano donare il loro tempo sempre con la ferma volontà di donare qualcosa di sé stessi per gli altri... 

Molti pois sono ancora da riempire ma Sorbolo è un paese che nasconde tante colonne…

AVIS Sorbolo - ODV

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